ODONTOIATRIA E SPORT: DUE MONDI CONNESSI

Ogni volta che deglutiamo (circa 2\3000 volte al giorno) i denti vengono a contatto tra di loro.

I finissimi recettori parodontali delle radici dentali mandano un impulso al cervello per la registrazione della nostra posizione nello spazio. Il cervello rimanderà in periferia un nuovo impulso per stabilire quali muscoli dovranno lavorare e quali bloccarsi in funzione dell’occlusione stessa affinché essa rimanga parallela al terreno; un po’ come l’orizzonte artificiale, quello strumento che troviamo in plancia sugli aerei, che serve al pilota per verificare l’effettivo assetto dell’aereo e apportare le opportune correzioni di volo.

È chiaro che se chiuderemo in maniera scorretta a causa di un disturbo occlusale, sia esso causato da mal posizione dentaria, interventi odontoiatrici incongrui o porzioni di dentatura mancante, l’impulso che si genererà attiverà un sistema che tenderà a compensare con la muscolatura queste irregolarità. Avremo per esempio un lato che lavorerà più dell’altro e il muscolo che lavorerà di più si accorcerà determinando un’asimmetria corporea. Il muscolo che si accorcia solleva il bacino di quel lato ed una gamba risulterà più corta dell’altra.

L’asimmetria corporea e i difetti posturali vanno identificati e corretti sia per chi è costretto a ricorrere a frequenti terapie con antidolorifici a causa di dolori di derivazione posturale, sia per chi pratica attività sportiva a qualsiasi livello. La correzione dei difetti posturali migliora le prestazioni muscolo-scheletriche di qualsiasi genere (velocità, potenza, resistenza: quindi ciclismo, sci, corsa, ecc…) ed è fondamentale nella prevenzione degli infortuni; gli infortuni non avvengono quasi mai per caso: perché quel muscolo e non un altro? E perché infortuni ripetuti allo stesso muscolo?

Che cos’è un bite? Un bite è un dispositivo che si applica temporaneamente sui denti per un periodo stabilito dal dentista affinché questo possa resettare e riequilibrare la postura muscolare, in modo che le due metà del corpo (destra e sinistra) lavorino simmetricamente. In questo modo si sbloccano le catene muscolari che scendono dal capo fino ai piedi, ottenendo così un beneficio che elimina eventuali dolori o fastidi provocati da quel muscolo contratto (mal di testa, spalle, dolori cervicali, mal di schiena, affaticamento alle gambe, etc.) e negli sportivi migliora le prestazioni là dove c’è un muscolo bloccato che lavora male.

Quando usare un bite? In generale si stabilisce la necessità di un bite dopo una visita posturale per capire se ci sono dei problemi e di quale tipologia; successivamente si realizza il bite attraverso la presa di un’impronta dell’arcata dentale. Naturalmente nello sportivo di livello agonistico il bite ha una finalità specifica: ottimizzare le prestazioni (un centesimo in meno per il velocista, un cm più in alto per il saltatore, etc.) e contestualmente ridurre i rischi di infortunio. Mentre per lo sportivo amatoriale dev’essere un compagno di viaggio che consente di ridurre tutti i piccoli disturbi derivanti dalla sua attività, migliorando comunque la pratica sportiva. Quindi dev’essere per tutti qualcosa di semplice, facilmente fruibile e comodo.

Filosoficamente il bite è un dispositivo che nasce per ripristinare tutti gli equilibri perduti dal fisico umano e generati da posture lavorative scorrette, abitudini alimentari errate, abbigliamento e scarpe inadeguati, etc. Tutti aspetti che da secoli influiscono negativamente su un corpo che nasce svestito e con denti che dovrebbero strappare e masticare il cibo sviluppando le arcate dentali, donando un’occlusione naturale perfetta (come negli amici animali), condizione che ritroviamo oggi in meno dell’8% della popolazione mondiale.

In ragione di questo assistiamo oggi ad un aumento esponenziale dell’ortodonzia dei bambini per ripristinare una funzione masticatoria che, a furia di mangiare hamburger, stiamo perdendo.

A cura del Dott. Pierluigi Rovelli

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